I bambini si ammalano di COVID-19? Cosa fare se ci sono dei sintomi? Come stare vicini ai nonni? L’ibuprofene? La sindrome di Kawasaki? Le piscine, la distanza, il nido, le mascherine, i parchi??

Le domande dei genitori in questo periodo sono tantissime. Abbiamo provato a dare qualche risposta scientifica insieme alla dott.ssa Chiara Arrizza, pediatra. Ricordate: nel dubbio affidatevi al vostro medico curante.

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In questo episodio:

Le domande dei genitori in questo periodo sono tantissime. Abbiamo provato a dare qualche risposta scientifica insieme alla dott.ssa Chiara Arrizza, pediatra. Ricordate: nel dubbio affidatevi al vostro medico curante.

I bambini si ammalano di COVID-19?

– dati italiani/mondiali
– studio tedesco circa la contagiosità
– ipotesi di protezione
– bimbi piu’ a rischio

Quali sono i sintomi?

– febbre, tosse, mal di gola
– diarrea, vomito, manifestazioni cutanee particolari
– Quando allarmarsi

Come non allarmarsi al primo starnuto?
– sentire il dottore
– se altri in famiglia sono contemporaneamente malati o lo sono stati pochi giorni prima, se ci sono casi accertati, contattare sempre il pediatra curante o i numeri di telefono che la regione ha messo a disposizione per l’emergenza covid.

L’ibuprofene è sconsigliato? Si/no, perché?
– casi francesi, smentita OMS e FDA. Attualmente studi in corso
– non interrompere se già si assume per altre malattie

I bimbi possono stare coi nonni?
– meglio evitare
– visite brevi, meglio se all’aperto vicino casa, mani disinfettate, nonni con mascherina
– attenzione ai nonni che hanno problemi di salute

Posso allattare se sono malata? Cosa succede se il mio neonato/bebè si ammala?
– SI. Non è stato trovato il virus nel LM. Lavare bene e spesso le mani, soprattutto prima di allattare o cambiare il bebè, allattare o avere contatto con il bebè indossando sempre la mascherina oppure tirare il latte e lasciare che sia qualcun altro a dare il biberon al bebè.
– Se il bebè si ammala (tosse/febbre/scarsa suzione) è importante farlo visitare dal pediatra. Si è notato che i neonati e bebè passano bene l’infezione, senza bisogno di particolare supporto. Di solito per i più
piccoli;3 mesi è necessaria l’osservazione in ospedale, non tanto per la gravità dei sintomi, quanto per la gestione (difficoltà ad alimentarsi, difficoltà a somministrare farmaci).

Come fa un genitore a proteggere il proprio bimbo se non vuole indossare
la mascherina o non puo’ indossare la mascherina perché troppo piccolo?
(ricordiamo che la mascherina è obbligatoria per i bambini +6 anni)

– spiegare bene ai bambini quanto è importante indossare la mascherina, senza però terrorizzarli. Raccontare loro la verità, dire
che serve per non ammalarsi e per non far ammalare gli altri se abbiamo la tosse o il raffreddore. Usare altri esempi, come si indossa
la cintura di sicurezza in macchina o il casco in bicicletta e moto.
Ricordiamoci che i bimbi copiano le abitudini dei genitori quindi se per noi è spontaneo indossare la mascherina e lavare speso le mani, lo sarà anche per loro.
– prevenzione individuale del genitore (mascherina, lavaggio mani, cambio indumenti quando si rientra in casa, starnutire o tossire in un fazzoletto usa e getta)
– distanza sociale quando si esce a fare una passeggiata con i bimbi
– non frequentare luoghi chiusi o affollati
– far lavare le mani ai bimbi
– attenzione agli oggetti in casa, soprattutto bicchieri, posate da non condividere
– utilizzare un asciugamani personale

Come gestire il contagio in famiglia?
– Isolarsi in una stanza se possibile
– cercare il più possibile di evitare i contatti
– arieggiare gli ambienti con frequenza
– igienizzare il bagno
– usare mascherina e guanti
– lavare spesso le mani
– evitare baci
– pulizia delle superfici (soluzione alcolica al 70% o a base di cloro 0,5%, candeggina/amuchina)
– ATTENZIONE A NON LASCIARE QUESTE SOLUZIONI A PORTATA DEI BAMBINI
– Non sempre la casa dispone di una stanza in cui isolarsi. Comunicare con le autorità regionali per cercare di organizzare un isolamento in strutture di accoglienza per i malati che non necessitano delle cure ospedaliere

Ultimamente si sente parlare in maniera preoccupante della malattia di Kawasaki come conseguenza del Covid-19. Cos’è e che relazione c’è?
– vasculite acuta sistemica autolimitante che colpisce i vasi di medio calibro di tutti i distretti dell’organismo, in particolare le arterie coronarie
– Al momento non esiste un collegamento certo con il COVID-19, si sospetta. Il livello di attenzione di tutta la comunità scientifica è al
massimo e lo stiamo monitorando con grande attenzione.
– C’è un gruppo di lavoro internazionale che sta che analizzando tutti i nuovi casi.
– È importante tuttavia che durante questa pandemia, come in futuro, i genitori siano consapevoli di quali sono i sintomi della Malattia di
Kawasaki. L'unica caratteristica distintiva è una febbre alta persistente (>5 giorni). Altri sintomi possono includere un’eruzione cutanea, labbra screpolate e bocca arrossata irritata con lingua rossa, occhi arrossati e ghiandole gonfie nel collo – spesso solo su un lato.
– Nella la maggior parte dei casi, la Malattia di Kawasaki si verifica senza mai identificarne alcuna causa infettiva.
– Si tratta con Ig e ASA

Link e Risorse:

La dott.ssa Chiara Arrizza è pediatra e opera a Lugano (Svizzera).

In caso di emergenza:

  • L’ospedale Bambin Gesù, Roma. ha potenziato i servizi di consulenza a distanza per rispondere
    a problemi di salute dei piccoli pazienti costretti a casa dall’emergenza coronavirus.
    Pediatri e specialisti sono a disposizione, via telefono o web, per informazioni e
    suggerimenti alle famiglie.
  • Per i pediatri delle strutture ospedaliere regionali o di libera scelta è invece disponibile lo 0668592088 per consulti tra specialisti sulla gestione clinica
    dei casi pediatrici e per definire i percorsi più appropriati in caso di contagio, o sospetto
    contagio, da COVID-19.
  • Dott.ssa Sara Bellini, Milanese, 328 814 51 48
  • contattare il medico o i numeri regionali
  • non esitare a portare i bambini in pronto soccorso se stanno davvero male
  • arsi aiutare in caso di malattia dei genitori
  • la distanza, la mascherina e le buone abitudini di igiene sono la prima arma contro il contagio.

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