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Giovanni Aricò, 7 Ott, 2019

Quanto limitare la tecnologia ai bambini #024

Quanto limitare la tecnologia ai bambini piccoli?

È la domanda che mi pone Stefano, il papà del piccolo Edoardo e che come lui si pongono molti genitori. D’altra parte tutti abbiamo uno smartphone, sono semplici da utilizzare e molto accattivanti: sono un’opportunità o un rischio per i bambini?

Che cosa dice la scienza

In questa puntata parlo delle linee guida di pediatri e professionisti e di alcuni consigli per una corretta introduzione del bambino alla tecnologia, senza che questa diventi un ostacolo ad altre attività fondamentali, come le relazioni, le interazioni, il sonno.

Studi scientifici autorevoli affermano che sotto i due anni si deve cercare di limitare al massimo ogni utilizzo della tecnologia da parte dei bambini. “Ogni minuto trascorso davanti a uno schermo è un minuto in cui il bambino non sta esplorando il mondo.”

Nei primi due anni di vita del bambino, infatti, si dovrebbe tentare di favorire il più possibile l’interazione con le persone, con gli oggetti concreti e fisici del mondo. È molto più utile per relazionarsi stare con il bambino, lo sguardo, avere il contatto visivo, il contatto corporeo, il movimento fisico. Queste cose sono molto più importanti di farlo giocare con uno strumento tecnologico o fargli vedere un video. Dopo si può provare ad avvicinarlo pian piano, pochi minuti al giorno, facendo attenzione a scegliere applicazioni che favoriscano all’interazione del bambino, il cui abbia un ruolo attivo e non passivo.

Un’altra cosa importante è utilizzare le applicazioni o lo smartphone le a tecnologia con il bambino in gruppo o comunque con la presenza e l’interazione del genitore, proprio per non correre il rischio di limitare la relazione o di sostituire la relazione con la tecnologia. Può andare bene utilizzare per alcuni minuti al giorno la tecnologia se questo è un veicolo che può favorire la relazione e l’interazione.

Che cosa dice la psicologia

Nell’episodio parlerò anche di psicologia, indicando quello che secondo me è il rischio più grosso: che lo smartphone diventi un “oggetto transizionale”.

Che cos’è?

Ascolta l’episodio #024.

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Giovanni Aricò

Giovanni Aricò

Sono Psicologo e Psicoterapeuta e nel 2011 ho iniziato a lavorare con i bambini e gli adolescenti. Oggi aiuto i loro genitori a trasformare le urla in abbracci.

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