Comunicare con un adolescente: un TUTORIAL pratico #152

Improvvisamente tuo figlio di 14 anni inizia a dirti che non capisci niente, urla se provi ad entrare in camera sua, non ti racconta più nulla di quello che fa o dove va quando esce e hai paura di averlo perso, che no sia più il tuo bambino? 

Tuo figlio non è stato sostituito dagli alieni, è semplicemente entrato nell’adolescenza.

Comunicare con un adolescente, agganciarlo, farlo aprire con noi e riuscire a farli parlare con noi può essere estremamente sfidante. Partiamo dal capire quali sono gli ostacoli che ci impediscono di farlo e poi vediamo cosa possiamo fare per essere più efficaci.

L’adolescenza è quella fase della vita dei nostri bambini in cui sentono l’urgenza di avere una vita più separata e indipendente dai loro genitori. Questo desiderio di costruire una loro identità, separata dai genitori è completamente normale e appropriata per la loro età, e addirittura positiva per il loro sviluppo. 

Questo non vuol dire che non hanno più bisogno di voi, vuol dire che hanno bisogno di voi in modo differente.

Quindi vediamo come entrare in relazione con loro nel modo in cui loro hanno realmente bisogno,  mantenendo al contempo o anche migliorando la connessione con loro. Vedremo insieme due modi per fare questa cosa: 

  • Primo, legittimazione attraverso l’ascolto riflessivo
  • Secondo, usando frasi di incoraggiamento

Come comunicare con un adolescente: l’ascolto riflessivo

Legittimazione attraverso l’ascolto riflessivo vuol dire ascoltare quello che dicono e dopo che hanno finito di parlare, ripetere o riflettere esattamente quello he vi hanno detto, per essere sicuro di aver capito bene. Questo non vuol dire che quello che quello che stanno dicendo sia corretto al 100% e nemmeno che voi dobbiate essere d’accordo. Quello che vuol dire è che state comunicando “credo a quello che dici”. Quello che state dicendo è “credo che questa sia la tua esperienza e che la tua esperienza è vera e reale”.

Come funziona?

Immaginiamo che tuo figlio ti dica che “tutti i suoi compagni possono tornare a casa la sera più tardi di lui”, invece di dire “cosa diavolo stai dicendo, persino Piero il tuo migliore amico torna a casa prima di te”, dici questo.

Pausa, respiri e dici: “aspetta, voglio essere sicuro di aver capito tutto quello che mi hai detto. Te lo ripeto, correggimi se sbaglio. Senti che non ti lasciamo fare niente, I tuoi amici hanno molti più privilegi di te e senti che non ci fidiamo di te. Ho capito bene?”

Vi state connettendo con la loro esperienza, con la parte emotiva. Questo non vuol dire che dovete cambiare la vostra decisione. Semplicemente connettersi a come loro si sentono.

Usare la logica o dibattere o dimostrare che si sbagliano, non migliora la conversazione o la relazione. Finirete con degenerare e magari litigare e farli allontanare da voi.

Comunicare con un adolescente: Frasi di incoraggiamento

Una seconda stategia per comunicare con un adolescente sono le frasi di incoraggiamento. Sono frasi da usare quando tuo figlio adolescente parla con te che creano sicurezza e che dimostrano il vostro interesse nei confronti dei loro pensieri e del loro intero mondo. Il senso è comunicare che quello che hanno da dire è importante per voi, che volete ascoltarlo senza giudizio, senza opinioni, senza dare consigli.

4 esempi:

  • sono così felice che tu mi parli di questo
  • Certo che ti senti così, lo capisco
  • Ti credo
  • Dimmi di più

Come funziona nella vita reale?

Ipotizziamo che tuo figlio ti voglia raccontare qualcosa di scomodo o spiacevole, tipo “non capisco niente di matematica, non riesco a fare i compiti, penso che verrò bocciato e non me ne frega niente”

Pausa.

“Sono così felice che tu mi parli di questo”

Questo comunica a tuo figlio la tua vicinanza anche quando ti parla di cose negative. Crea connessione, sicurezza, accoglienza. Puoi andare avanti:

“Dimmi di più”

È una frase fantastica da usare quando il tuo ragazzo inizia a condividere qualcosa, per far andare avanti la conversazione.

Altro esempio. Tuo figlio viene da te urlando “nessuno mi capisce, ce l’hanno tutti con me, sono completamente da solo”

Pausa.

“Certo che ti senti così, lo capisco”

Questa è la pura essenza della legittimazione. Gli adolescenti sono così suscettibili e attenti a ogni minimo segnale di critica nei loro confronti. O delegittimarli, insinuando “non dovresti sentirti così”. Questo fa il contrario. 

Ultimo esempio:

Tuo figlio viene da te e ti dice di aver scoperto di una festa a cui non è stato invitato e che lo ha scoperto perché ne parlavano durante l’intervallo e lui è stata escluso.

“Oh, dimmi di più tesoro”

“E poi, cosa è successo? Oh dimmi tutto, e poi? Altro?”

Queste sono domande che incoraggiano tuoi figlio ad andare avanti, a continuare a parlare. Comunicano che vuoi vedere come stanno e vuoi conoscerli meglio. 

La storia di Miriam e Luca

Questo ha aiutato Miriam e Luca, mamma e papà di Stefano, un ragazzo di 14 anni che, parole loro “si è fatto bocciare” in prima superiore e con il quale era diventato impossibile comunicare.

Ogni giorno, ogni fine settimana era una guerra, e le urla erano così alte che i vicini a volte hanno pure chiamato la polizia.

Miriam e Luca era chiaramente divorati dalla vergogna oltre he dalla disperazione per non sapere come far cambiare rotta a loro figlio. Per questo mi hanno contattato e hanno deciso di iniziare il mio percorso “Dalle Urla Agli Abbracci”.

Ecco, la prima cosa che abbiamo fatto è stata lavorare sulla relazione col ragazzo e questo è partito proprio dai suggerimenti che ti ho condiviso oggi. Perché per quanto tu possa avere anche ragione, se la strada che ti collega a tuo figlio è interrotta, il tuo aiuto non potrà mai arrivare.

Iniziando con questi aspetti e poi andando a lavorare in modo sartoriale sulla loro situazioni abbiamo trovato delle strategie per riattivare una comunicazione sana col ragazzo. In questo modo hanno capito che quella non era la scuola che voleva fare (faceva lo scientifico), che era più un desiderio dei genitori e una volta cambiato indirizzo ora il ragazzo sta concludendo con successo un liceo professionale che lo appaga e quest’anno non è mai stato in dubbio il suo andare a scuola e nemmeno i suoi voti.

Non dico che questa sia la soluzione anche per la tua situazione, nel caso ti ritrovassi in questo racconto. Ma l’inizio del percorso nasce dai punti che ho condiviso in questa puntata.

Conclusione

Ok, sì, far aprire i adolescenti è molto difficile. Ricorda è assolutamente normale in questa fase della loro vita che gli adolescenti creino un po’ di distanza. Al tempo stesso rimane il loro bisogno di sentirsi visti e ascoltati. Quello rimane. 

Quali sono le strategie che per te funzionano nel comunicare con tuo figlio o figlia adolescente?

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